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Questa
pubblicazione è il documento dellincontro tra i
giovani della città Sarajevo e quelli della Repubblica
di San Marino nel Castello di Chiesanuova. |
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Durante
lestate 2001 politologi, speleologi, volontari missionari
e artisti di San Marino si sono recati a Sarajevo, durante la
Biennale dei giovani artisti dellEuropa e del Mediterraneo,
per incontrare i giovani della città in un progetto speciale,
che aveva per tema il viaggio e il racconto, nellincontro
tra culture. Nella capitale bosniaca i giovani di San Marino
si sono confrontati con i coetanei di Sarajevo.
Presso il Club universitario Access, si sono tenute conferenze,
incontri e si sono realizzate performance, finalizzate alla
creazione di un progetto relazionale per integrare ambiti di
ricerca e discipline differenti. In questa cornice ad esempio,
gli alpinisti di Sarajevo e gli speleologi di San Marino, hanno
organizzato e condotto il pubblico e gli artisti della Biennale,
in unescursione sulle montagne e nelle grotte nei pressi
di Sarajevo.
Nellestate 2002, dal 14 al 20 giugno presso il Castello
di Chiesanuova, è stata realizzata una rassegna dincontri
e dinterventi artistici sul territorio, quale continuità
e sviluppo del progetto iniziato a Sarajevo. Il progetto è
stato presentato a Milano allinterno della mostra Terra
Promessa - Arte e Video dagli Archivi dei Paesi Balcani, presso
OArtoteca, ottenendo recensioni ed attenzione sulla stampa.
La rassegna di San Marino ha avuto inizio con la proiezione
del film-documento: Ti ricordi di Sarajevo? del
gruppo Deblokada che in bosniaco significa per togliere
lassedio.
Il gruppo rappresentato da Sead Kresevljakovic e Lejla Babic,
ha presentato il film, testimoniando la propria esperienza.
Il film è il risultato di una selezione di 500 ore di
riprese video realizzate da decine di cittadini, durante i 1325
giorni dellassedio alla città, e montati in un
mediometraggio di 52 minuti. La guerra filmata da chi lha
subita.
Alle proiezioni si sono alternati altri importanti e suggestivi
momenti. Le uscite nella natura organizzate dal gruppo speleologico
sammarinese insieme agli alpinisti di Sarajevo che hanno accompagnato
il pubblico e gli artisti della rassegna sul Monte Titano, Sasso
Simone e Simoncello. La roccia del Monte Titano è stata
scalata da Mirza Masnic, campione bosniaco dalpinismo
sportivo e da Sanjin Mehmedika. Importante è stata la
presenza di Ensar Halilovic giovane studente, volontario ed
interprete.
Le frecce di Sejla Kameric, posizionate nelle case
degli abitanti di Chiesanuova e di alcune altre abitazioni e
luoghi pubblici di San Marino, rivolte verso Sarajevo così
come il musulmano prega sempre in direzione della Mecca,
ci ricordano con questa installazione darte, la direzione
geoculturale di Sarajevo e il nostalgico sentimento verso questa
città Gerusalemme dEuropa.
Momenti di incontro con la popolazione del Castello, con le
cene organizzate sulle terrazze dellAnfiteatro curate
dallAssociazione Culturale Il Poggio di Chiesanuova,
incorniciavano le serate prima delle proiezioni e delle discussioni.
La scritta sui portali dei confini della più antica Repubblica,
metafora in questo caso che titola anche la performance artistica,
Benvenuti nellAntica Terra della Libertà
di Sejla Kameric, ha concluso la rassegna e chiude anche questo
documento-pubblicazione. Per trenta minuti uno dei confini dello
Stato di San Marino è stato chiuso al passaggio di uomini
e mezzi. E stato chiuso per ricordare cosa può
essere per gli abitanti di un Paese non potere varcare la soglia
del proprio territorio, non poter comunicare.
Ma in questo caso in cui il confine era chiuso per gioco
o per arte e non per guerra, le persone si sono incontrate.
E se nessuna di loro poteva varcare la soglia con tutto il corpo,
si sono parlate, si sono incontrate lì, sul confine,
sullo sbarramento, voluto da Sejla e da tutti noi.
Per lasciare alla memoria collettiva di un piccolo Stato - che
incredibilmente in 1700 anni di storia non ha mai fatto la guerra
e ha tenuto sempre aperti i suoi confini - che attraverso la
ricerca artistica si possono innescare esperienze, riflessioni
e soprattutto trasmettere precisi messaggi per non dimenticare
chi ha vissuto e vive ancora il dramma contemporaneo della guerra
e di confini chiusi, ed evocare un sentimento che sappia guardare
oltre ogni confine, in uno scambio infinito.
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Il Gruppo del Progetto sanmarinosarajevo 2001.2002
Ander Andreani, Romina Bedetti, Claudio Bernardi, Anna Maria
Canarezza, Rita Canarezza, Gemma Cavalleri, Jader Ceccaroni,
Michele Chiaruzzi, Pietro Chiaruzzi, Valentina Chiaruzzi, Pier
Paolo Coro, Elisabetta Yannone, Nico Macina, Andrea Mina, Davide
Oriani, Juliano Vandi, e il Gruppo Speleologico Sammarinese |
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